La Commissione UE ha pubblicato il 3 luglio 2024 la relazione sullo stato di attuazione della Direttiva 2019/1937 per la tutela delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione.
La direttiva sul whistleblowing è stata introdotta con l’obiettivo di migliorare l’applicazione del diritto dell’UE, agevolando la segnalazione di violazioni e fornendo una solida protezione alle persone che scelgono di segnalare irregolarità.
Questa direttiva rappresenta un importante passo avanti verso la creazione di un ambiente più trasparente e sicuro per i whistleblower in tutta l’Unione Europea.
Stato di attuazione della Direttiva
Entro la scadenza del 17 dicembre 2021, solo tre Stati membri avevano adottato e notificato misure di recepimento complete della direttiva. Nel 2022, otto Stati membri hanno completato il recepimento, mentre nel 2023, altri tredici paesi hanno seguito l’esempio. Tuttavia, la Commissione ha dovuto avviare procedure di infrazione contro ventiquattro Stati membri che non avevano rispettato le tempistiche, e sei di essi sono stati deferiti alla Corte di giustizia dell’UE.
Criticità nel recepimento
Numerosi Stati membri hanno riscontrato difficoltà nel recepire correttamente alcune disposizioni chiave della direttiva.
Un aspetto cruciale è l‘inversione dell’onere della prova nei casi di ritorsioni contro i whistleblower: alcune legislazioni nazionali non hanno applicato correttamente questa norma, rendendo inefficace la protezione prevista.
Inoltre, vi sono stati problemi nel garantire adeguati provvedimenti provvisori e misure di risarcimento per i danni subiti dai whistleblower, nonché nell’applicare sanzioni proporzionate e dissuasive per chi ostacola le segnalazioni.
La direttiva sul whistleblowing apporta un valore aggiunto significativo stabilendo norme comuni chiare per affrontare le violazioni e proteggere chi segnala illeciti.
Nonostante i ritardi e le difficoltà di implementazione, l’adozione di questa direttiva rappresenta un passo fondamentale verso la promozione della trasparenza e la tutela dei diritti fondamentali nell’Unione Europea.
È essenziale che tutti gli Stati membri continuino a lavorare per superare le criticità riscontrate e garantire un’efficace protezione dei whistleblower, contribuendo così a rafforzare la fiducia nelle istituzioni e nei meccanismi di controllo dell’Unione